Che cos’è il Visa Partner per l’Australia

In Australia tutto ciò che ha a che fare con l'immigrazione viene valutato con la massima serietà, e ciò vale a maggior ragione per il rilascio dei visti: ne sono previste varie tipologie, in base alla ragione per cui si ha in mente di trasferirsi lì. Il Visa Partner, per esempio, è la soluzione a cui si deve fare riferimento nel caso in cui si abbia in mente di emigrare in coppia. Per le ragioni che scopriremo nelle prossime righe, chi vuole usufruire di questo visto deve iniziare a pensarci con un certo anticipo rispetto alla data programmata per la partenza: almeno un anno, ma sarebbe meglio ancora di più.

Le autorità australiane, infatti, prima di concedere il Visa Partner domandano ai richiedenti dettagli e informazioni particolareggiate a proposito della nascita e dell'evolversi della coppia: in particolare, escludono dal programma tutte le coppie che sono tali da meno di un anno, e possono ottenere le informazioni di cui sono in cerca anche dai familiari o dai conoscenti della coppia stessa. Insomma, ci vuole un certo impegno per fornire prove sull'esistenza della relazione: si potrebbe trattare, per esempio, di contratti di affitto cointestati, ma anche di bollette della luce, o perfino di foto di viaggi realizzati insieme. Un iter a dir poco elaborato, come si può intuire, oltre che costoso: il prezzo da pagare per il visto, infatti, sfiora i 3mila dollari.

Entrambi i richiedenti, poi, devono fornire il certificato di nascita dei rispettivi genitori, ma soprattutto un certificato penale e dei carichi pendenti riguardante ognuno dei Paesi in cui si è vissuto dopo i sedici anni per almeno dodici mesi (non è necessario che il periodo venga conteggiato consecutivamente: se, per esempio, si è vissuto negli Stati Uniti per sei mesi nel 2005 e per altri sei mesi nel 2015, vale come dodici mesi). La traduttrice Giuliana Bonifacio ha redatto la guida "Carichi pendenti cosa sono", che permette di conoscere ogni dettaglio in proposito (ti consigliamo di leggerla).

Il rilascio dei certificati non è gratuito: nello specifico, quello generale del casellario giudiziario prevede il pagamento dei 14 euro e 62 centesimi della marca da bollo, mentre per il certificato dei carichi pendenti la spesa prevista è di 3 euro e 54 centesimi. Infine, vale la pena di ricordare che chi richiede il Visa Partner deve sottoporsi in un centro riconosciuto dal governo australiano a una visita medica generale, con tanto di radiografia del petto ed esami ematici. 

Quali sono i compiti di un’agenzia funebre?

Purtroppo, sarà capitato almeno una volta, a tutti di aver perso una persona cara. Affrontare la situazione non è affatto semplice, vista la delicatezza del momento è difficile trovare ad esempio, un minimo di concentrazione per poter sbrigare tutte quelle pratiche legate alla burocrazia. Ecco perché in questi casi, la cosa migliore da fare è quella di affidarsi ad un’impresa funebre che svolga in maniera autonoma, ovvero, senza il supporto di intermediari, tutte le pratiche tipiche del rito funebre.

E’ sempre consigliato avere una buona conoscenza di tutti quelli che sono i compiti di un’agenzia funebre; in questo modo, al momento del bisogno, si saprà con certezza cosa si può delegare ad essa e cosa invece, si deve svolgere in autonomia. In questo articolo andremo a vedere alcuni dei compiti, che normalmente svolge un’impresa funebre.

Dalla denuncia del decesso al rito funebre

Come si può forse già intuire dal titolo, un’impresa funebre a Roma, tende ad accompagnare i propri clienti dal primo all’ultimo passo, e cioè, dal momento in cui parte la denuncia del decesso alla celebrazione finale. Per quanto riguarda la denuncia, essa deve avvenire entro 24 ore dall’accaduto, e le relative pratiche amministrative sono gestite direttamente dall’impresa.

Altra attività svolta dall’agenzia funebre è quella relativa alla pulizia e alla vestizione della salma, oltre che quella di allestire la camera ardente. Quest’ultima, può essere organizzata in casa, in ospedale o in un apposito edificio, dove regna il silenzio, visto il momento delicato.

Il trasporto funebre deve essere fatto non prima delle 24 ore, dal decesso. La bara, a questo punto, viene chiusa in maniera definitiva e viene portata sul luogo dove verrà celebrato il rito funebre. A svolgere questo delicato compito, ci possono essere solo persone autorizzate e alla guida di speciali vetture. E’ l’agenzia funebre a doversi occupare delle pratiche amministrative legate al trasporto della salma, alla cremazione nel cimitero o alla sepoltura.

Questo genere di pratiche risulta essere particolarmente “rognoso” in quanto di tratta di autorizzazioni legate a precise norme riguardanti la pubblica sicurezza e l’igiene.

L’importanza della stampa

Non meno importante è la pubblicazione dei necrologi sui quotidiani locali e la stampa degli avvisi per le rispettive affissioni mortuarie, svolte sempre dall’impresa funebre a Roma. Un’agenzia funebre solitamente si occupa anche di stampare i biglietti di ringraziamento dedicati a tutti coloro che hanno preso parte alla cerimonia funebre o anche una più semplice stampa di biglietti a scopo commemorativo, per il defunto.

Lavorare come traduttore professionale

Lavorare come traduttore professionale

Lavorando come traduttore professionale si ha l'opportunità di scegliere il percorso che si ritiene più consono con le proprie esigenze e con le proprie abitudini: si può decidere, infatti, se farsi assumere da un'agenzia di traduzioni o se operare come freelance, e quindi lavorare in totale autonomia, gestendo i propri impegni e gli orari come meglio si crede. Non solo: sono sempre più numerosi i portali web dedicati ai traduttori che consentono di lavorare con l'estero senza che si sia costretti a trasferirsi fisicamente in un Paese straniero. Con Internet, in pochi clic si può consegnare il lavoro commissionato in attesa di ricevere il pagamento concordato.

Che cosa fa un traduttore professionale

Sono quattro i profili principali che possono essere identificati per un traduttore: quello editoriale, quello tecnico e scientifico, quello del dialoghista e quello del localizzatore. Entrando più nel dettaglio, un traduttore editoriale lavora su testi di saggistica o letterari, siano essi romanzi, racconti, poesie, e così via, mentre un traduttore tecnico-scientifico può avere a che fare con una grande varietà di ambiti, a seconda della propria specializzazione, dal settore medico al campo ingegneristico, dall'economia alla giurisprudenza. Ancora, un adattatore dialoghista è chiamato a tradurre, a riscrivere e ad adattare i dialoghi di un prodotto audiovisivo, come per esempio un cartone animato, un film o una serie tv. Infine ci sono i traduttori localizzatori, che lavorano in modo particolare nel campo del web adattando testi di carattere commerciale.

I freelance

Se si decide di lavorare come freelance, è molto probabile che si abbia a che fare nello stesso momento con più di un committente, visto che non è esclusa la possibilità di lavorare in parallelo su diversi progetti. In una situazione di questo genere, è molto importante prestare attenzione al tipo di contratto che si sottoscrive e agli accordi che vengono presi. Lo schema di accettazione di un incarico di traduzione deve includere, inatti, il riepilogo delle condizioni di lavoro, con l'indicazione del compenso concordato per ogni carattere, parola, riga o cartella, a seconda dei casi. Il consiglio è quello di prevedere il pagamento entro i 30 giorni successivi dalla data di emissione della fattura, ricordando di segnalare nel contratto anche la data di consegna e le modalità con cui deve essere eseguita la stessa (via posta elettronica o in formato cartaceo).

Il percorso di formazione

percorsi di formazione che possono essere seguiti per lavorare come traduttori professionali sono diversi, anche perché almeno nel nostro Paese non esiste un albo dei traduttori. In altri termini, ciò implica l'assenza di una regolamentazione della professione, stante la mancanza di un ordine. Questa è la ragione per la quale non è obbligatorio conseguire uno specifico titolo di studio, fermo restando che la padronanza di specifiche competenze si rivela indispensabile per raggiungere i propri obiettivi. Un traduttore tecnico-scientifico, per esempio, non si può limitare a conoscere bene le lingue con cui lavora, ma deve essere anche esperto del settore di riferimento: si pensi a chi si occupa delle traduzioni di un testo di medicina, di economia o di architettura.