Le nuove frontiere del digitale: cosa desiderano i pazienti dai professionisti della salute.

Le nuove frontiere del digitale: cosa desiderano i pazienti dai professionisti della salute.

Brand ed esperti di marketing devono tenere in considerazione parecchie cose nel panorama sanitario in continuo cambiamento di oggi. I pazienti sono soddisfatti dei loro rapporti con i fornitori di assistenza sanitaria? Quanto è probabile che cambino medico? Cosa si può migliorare con l’esperienza medico-paziente? Con quali modalità le persone vogliono comunicare ed essere informate dagli uffici ed ambulatori sanitari?

Per scoprirlo, Solutionreach ha condotto, negli Stati Uniti, uno studio approfondito su 2.100 utenti del sistema Sanitario statunitense. Tutti gli intervistati possiedono un’assicurazione sanitaria ed hanno visitato un medico nel corso dell’ultimo anno.

Nel complesso, i consumatori citano tre elementi chiave che potrebbero migliorare il rapporto medico-paziente: una maggiore connettività, una maggiore comodità di trasmissione delle informazioni e strumenti online che permettono una comunicazione più immediata con i loro medici

I ricercatori hanno trovato sostanzialmente macro differenze fra tre gruppi target principali: Millennials (età 21-34), Generazione X  (35-51) e Baby Boomers (52-70).

Millenials: tra le tre generazioni, Millennials sono i meno soddisfatti con i loro medici e sono più propensi a cambiare il proprio medico.

Generazione X:  i livelli di soddisfazione sono a metà strada tra gli utenti più giovani e quelli più anziani. Nel complesso, i ricercatori hanno scoperto che sono abbastanza simili ai Millennials, con un’apertura verso la comunicazione digitale e i cambiamenti.

Baby boomers:  i maggiori consumatori di servizi sanitari, sono i meno propensi a cambiare medico. Tuttavia questo non significa necessariamente che siano felici: meno della metà sono soddisfatti dei loro attuali fornitori. I boomers sono anche la generazione meno interessata a ricevere comunicazioni dagli studi medici in formato digitale.

In sostanza, cosa si può fare per migliorare la relazione medico-paziente? Al di là della richiesta che i medici trascorrano più tempo con i loro pazienti,  la ricerca mostra come gli utenti desiderino una migliore comunicazione con il personale dell’ambulatorio e che le interazioni con i professionisti della salute siano semplificate.

Ciò che è importante capire dalla relazione è che la convenienza può assumere forme diverse a seconda delle generazioni: per i pazienti più anziani un miglioramento può consistere anche in personale amichevole che ricorda gli appuntamenti telefonicamente. Per i pazienti più giovani, invece, cambiamento significa integrare le telefonate con messaggi di posta elettronica e avvisi via SMS.

Ciò che emerge dalla ricerca è che non esiste un approccio unico alla comunicazione con il paziente o al marketing sanitario in grado di soddisfare ogni utente. Ogni gruppo di età, e ogni individuo, ha una serie peculiare di preferenze. In definitiva, la chiave per migliorare il rapporto medico-paziente non sta nel passare ad un particolare approccio di comunicazione o marketing, ma piuttosto nell’abbracciare un approccio più vasto possibile in modo che l’intero spettro dei pazienti sia servito nel migliore dei modi.

bestandard

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